Per la scelta di un mutuo, tra le valutazioni più importanti c'è sicuramente il valore dello spread, ovvero il guadagno della banca, che sommato all'euribor (per il tasso variabile) e all'eurirs (per il tasso fisso), determina il tasso finito applicato dalla banca.
Sono finiti i tempi in cui era facile trovare spread al di sotto dell'1% (in certi casi 0,70% – 0,60%), fino a quando l'euribor è stato ai massimi storici, nell'ottobre 2008.
Oggi, dopo la crisi della concessione del credito, le banche, per tutelarsi dai rischi legati all'erogazione di finanziamenti, hanno progressivamente aumentato gli spread, portandoli sopra il 2% tra il 2008 e il 2009 fino al 3,50% nel 2011.
In presenza di un tasso di interesse particolarmente favorevole si deve essere sicuri che questo corrisponda effettivamente al tasso effettivo associato al mutuo e non ad un semplice tasso d'ingresso temporaneo.
Il tasso d'ingresso è un tasso d'interesse che può essere applicato dalle banche durante i primi mesi o i primi anni del mutuo e ha un scopo principalmente promozionale, a volte è un vero e proprio “specchietto per le allodole” con l'intenzione di attirare la clientela, infatti è decisamente più economico e apparentemente più conveniente del tasso d'interesse effettivo, quello applicato successivamente.
Il tasso effettivo, che bisogna considerare come il vero e proprio tasso d'interesse, è quello che determinerà la rata reale del mutuo e che il mutuatario si troverà a dover pagare per tutta la durata del finanziamento.
Un criterio utile per individuare subito il tasso a regime è il confronto tra le varie proposte dello spread, per capire il tasso finito, e del taeg, che tiene conto di tutte le spese relative al finanziamento, compresa l'eventuale presenza di un tasso di ingresso.
Per chiedere un mutuo è utile ascoltare il parere di esperti, quindi rivolgersi a un consulente specializzato in banca o affidarsi a un Mediatore creditizio, professionista che sia regolarmente iscritto all'Albo dei Mediatori Creditizi.
Può essere utile chiedere un'assistenza legale a un Notaio, consulenza che è da comprendersi nel costo dell'atto notarile. Si può consultare l'Albo dei notai sul sito ufficiale Notariato.it e cercare il notaio di fiducia. La scelta del Notaio spetta al mutuatario.
Oltre a poter chiedere anticipatamente al rogito notarile una copia del contratto di mutuo per un'attenta lettura e una miglior comprensione, le banche sono tenute tenute a rilasciare un foglio informativo che informa sulle condizioni economiche e le principali clausole contrattuali che regolano il contratto. La maggioranza degli Istituti di credito ha aderito alla fornitura di un prospetto chiamato E.S.I.S. (European Standardised Information Sheet), che contiene le condizioni di mutuo offerte, tra le quali l'indicazione del tasso nominale e di quello effettivo, la tipologia e l'importo del mutuo e delle rate, la durata, le spese accessorie.
Da conoscere bene le spese accessorie del mutuo per non avere spiacevoli sorprese poco prima del rogito. Oltre al costo dell'onorario notarile (da chiedere anticipatamente e per il quale, in base alla Legge 248/2006, non esiste più l'obbligatorietà di tariffe fisse o minime), e l'eventuale provvigione per la mediazione creditizia (da concordare con incarico di mediazione), ci sono le spese di perizia, la commissione della banca, le assicurazioni (quelle obbligatorie, con le quali ci si garantisce contro il rischio di incendio/scoppio dell'immobile concesso in garanzia, o di invalidità e di morte), l'imposta sostitutiva, pari allo 0,25% dell'importo di mutuo se destinato all'acquisto, la costruzione o la ristrutturazione dell'abitazione principale o il 2% per mutui destinati alla seconda casa.
I tempi medi di istruttoria per la concessione del mutuo, dal momento in cui vengono consegnati i documenti necessari, sono di circa 20/25 giorni, ma è opportuno presentare la pratica con maggiore anticipo per risolvere ogni eventuale imprevisto, considerando che la delibera della banca (disponibilità al finanziamento richiesto) ha una validità di un minimo di 60 giorni fino a 90 giorni.
La legge prevede la detraibilità fiscale degli oneri accessori (tra cui la parcella notarile sul mutuo) e degli interessi passivi delle rate del mutuo ipotecario per l'acquisto o la costruzione dell'abitazione principale. Il diritto alla detraibilità fiscale si mantiene anche nei casi di rinegoziazione, surrogazione e, nei limiti dell'importo originario, sostituzione del mutuo.
Chiedete alla vostra banca il riepilogo degli interessi pagati nell'anno precedente e conservate la fattura detraibile.

