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Come scegliere il mutuo perfetto (o quasi)

Come scegliere il mutuo perfetto (o quasi)
maggio 31
14:49 2017

Scegliere il mutuo perfetto è un’impresa ardua. Sono tanti i parametri da considerare prima di sottoscrivere un buon prestito per l’acquisto di un immobile. Ecco alcuni consigli utili da conoscere prima di scegliere il mutuo ideale e risparmiare.

Il primo elemento che permette di confrontare tra le varie offerte presenti sul mercato è il Taeg, il costo reale del mutuo. Oltre al tasso nominale annuo, il tasso annuo effettivo globale include tutte le spese accessorie previste per la sottoscrizione del mutuo, tra cui la perizia e l’istruttoria della banca.

Attenzione ai tassi di ingresso. È importante verificare che il tasso proposto dall’istituto di credito non sia un tasso promozionale previsto solo per le prime rate del mutuo, ma che sia il tasso a regime che si pagherà nel corso del l’ammortamento.

Più è basso lo spread, migliore sarà il tasso di interesse finale. Lo spread è il guadagno della banca che va ad aggiungersi, nei mutui a tasso variabile, all’Euribor, e nei mutui a tasso fisso all’Eurirs. Lo spread è la componente del tasso che rimane invariata per tutta la durata del finanziamento, mentre come sappiamo, l’Euribor e l’Eurirs cambiano quotidianamente.

Tasso misto? Meglio scegliere subito. Chi non vuole prendere una decisione definitiva sul tasso del mutuo, spesso opta per una soluzione intermedia e sottoscrive un mutuo misto, che dà la possibilità di poter cambiare il tipo di tasso da fisso a variabile o viceversa in determinati periodi di tempo, solitamente ogni 2, 3, 5 anni. Ma spesso rimandare la scelta del tasso agli anni a venire può rivelarsi una decisione più costosa delle altre. Infatti, le banche che garantiscono un’opzione di cambio, propongono questa tipologia di mutuo a tassi più elevati e quindi poco convenienti.

Oltre ai citati mutui con opzione di cambio del tasso, esistono i mutui con Cap, che permettono di sottoscrivere un mutuo a tasso variabile, ma con un limite oltre il quale la rata non potrà salire. Anche in questo caso, attenzione allo spread, che solitamente sarà più alto di un variabile puro e soprattutto attenzione al bilanciamento opposto, ovvero il tasso Floor, che garantisce alla banca un tasso minimo al di sotto del quale la rata del mutuo non potrà scendere.

Detrazioni fiscali. Chi compra un’immobile destinato a prima casa ha la possibilità di ridurre i costi del mutuo. Non solo si posso detrarre le spese di ristrutturazione e costruzione dell’immobile, ma si possono recuperare anche gli interessi passivi del mutuo in base alla normativa vigente. Inoltre, la spesa dell’imposta sostitutiva si riduce dal 2 allo 0,25%.

Meglio un importo di mutuo più alto che dover richiedere un finanziamento aggiuntivo. È bene calcolare con precisione quelle che saranno le spese relative all’acquisto dell’immobile, dai costi del notaio all’imposta di registro o Iva, dalle spese bancarie alla provvigione dell’agenzia immobiliare, al fine di conoscere con precisione quale somma di mutuo chiedere alla banca senza dover ricorrere ad altri finanziamenti successivi, senza il rischio di pagare tassi più alti e trovarsi con un impegno mensile più elevato.

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