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La Silicon Valley sta arrivando anche nel settore bancario

La Silicon Valley sta arrivando anche nel settore bancario
dicembre 05
10:15 2016

La situazione di crisi in cui da tempo versano gli istituti di credito ha avuto tra i tanti effetti quello di porre interessanti domande relativamente a che cosa non abbia funzionato nel loro modello di business.

Per quanto riguarda i prestiti, le banche hanno concesso con troppa superficialità dei finanziamenti milionari ad imprese non meritevoli di credito che oggi contribuiscono all’elevato numero di crediti sofferenti che le banche hanno in pancia. A discapito delle famiglie produttrici di reddito a cui non è stato concesso un mutuo di 150mila euro perché non avevano un anticipo di 50 mila euro.

Il fatto che gli istituti di credito eroghino liquidità a chi tendenzialmente non ne avrebbe bisogno è risaputo e non è una novità. E come sempre, le nuove generazioni sono la categoria più penalizzata. Con la differenza che oggi i giovani non possono fare affidamento ai risparmi dei genitori e dei nonni come un tempo perché in questi anni i risparmi sono serviti per far fronte alla crisi.

Questa poca attenzione alle nuove generazioni potrebbe essere dannoso a lungo andare per gli istituti di credito. Nonostante i proclami di voler “conquistare i millennials come sfida delle banche per i prossimi anni”, l’atteggiamento diffidente degli istituti finanziari verso le nuove generazioni è evidente.

La Silicon Valley sta arrivando anche nel settore bancario. Uno studio di Viacom ha messo in luce come il 75% degli americani nati dal 2000 in poi vorrebbe dare i propri soldi in custodia a Google o Paypal invece che ad una banca tradizionale. Siamo sicuri che un eguale percentuale di giovani potrebbe avere lo stesso desiderio nel Vecchio Continente.

La notizia di pochi giorni fa è che Facebook ha ottenuto l’autorizzazione dalla Central Bank od Ireland e potrà operare come servizio di pagamento digitale in Europa. La strada è tracciata: in un futuro nemmeno troppo lontano le banche tradizionali potrebbero trovarsi ad avere competitor molto forti e agguerriti, come appunto Google, Amazon, PayPal e Facebook.

 

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