Tassi Oggi
  • EURIBOR [21/05/2018] 1 Mese -0.37    3 Mesi -0.33    6 Mesi -0.27    1 Anno -0.19   
  • EURIRS [21/05/2018] 5 Anni 0.41   10 Anni 1.03   15 Anni 1.37   20 Anni 1.52   25 Anni 1.57   30 Anni 1.58   

News

Mutuo con Cap come funziona?

Mutuo con Cap come funziona?
marzo 08
17:35 2018

Spesso il dubbio che ci si pone quando si deve scegliere il tipologia del mutuo è se optare per il tasso fisso o tasso variabile, ma esiste anche l’alternativa del mutuo con Cap. Sono ormai sempre più numerose le offerte di mutuo per l’acquisto o la ristrutturazione della casa che propongono questa tipologia di mutuo.

Cos’è il Mutuo con Cap?
Il mutuo con Cap è un prestito a tasso variabile che permette di stabilire in anticipo quale sarà il tasso massimo che si pagherà nel corso del finanziamento.

Vediamo quali sono i vantaggi e gli svantaggi di sottoscrivere un mutuo Cap

Il vantaggio principale di sottoscrivere un mutuo con Cap oggi, nell’era dei tassi zero e addirittura con l’Euribor negativo, è che si paga una rata variabile che segue l’andamento dei mercati finanziari, quindi sfruttando l’andamento dei tassi di interesse attualmente ai minimi storici, ma con la certezza che se un giorno il parametro di riferimento dovesse salire, si avrà un tetto massimo oltre il quale per contratto non si può pagare.

Se hai pensato che anche per te il mutuo Cap sia la soluzione ideale, continua a leggere questo articolo per capire che cos’è e come funziona nel dettaglio.

Come detto, oltre ai mutui a tasso fisso e a tasso variabile, esistono altre forme di tipologia di ammortamento, tra cui il mutuo a tasso misto, a rata costante e durata variabile. Oggi parliamo del mutuo pensato per chi non vuole rinunciare ai benefici di un tasso variabile, notoriamente più vantaggioso in partenza di un tasso fisso, ma con la tranquillità di tutelarsi nel momento di un rialzo dei tassi.

Approfondimenti: Quale mutuo conviene oggi, tasso fisso, variabile o Cap?

Facciamo un esempio. Supponiamo di stipulare un mutuo variabile con Cap di 100 mila euro, durata 15 anni, tasso di interesse applicato 1,10% (Euribor 3 mesi pari a -0,33 ultima rilevazione il 08/03/2018, da arrotondare ai 5 centesimi superiori, maggiorato di uno spread pari al 1,40 e un valore Cap del 3%.

La rata mensile di oggi sarebbe pari a 602,90 euro. Immaginiamo che tra qualche anno, a causa dell’aumento dei tassi, il nostro mutuo salga al 2%. La rata sarebbe pari a euro. Qualche anno dopo, l’Euribor 3 a mesi sale ancora e ci ritroviamo pagare un tasso del 3% con un importo mensile di euro. Da questo momento, se negli anni a venire, i tassi di interesse si impennassero fino a quota 4, 5 o 10%, la nostra rata resterà ferma al Cap prefissato del 3% e continueremo a pagare euro al mese, come se avessimo un tasso fisso. Se successivamente, il nostro parametro di riferimento, l’Euribor 3 mesi, sommato allo spread, dovesse tornare di nuovo sotto il 3%, il nostro tasso scenderebbe normalmente e ritornerebbe ad essere un variabile puro.

Gli svantaggi del mutuo variabile con Cap. Sarebbe troppo facile se non ci fossero dei difetti. Principalmente, lo svantaggio del mutuo Cap è che il tasso di partenza è più alto rispetto ad un tasso variabile classico a causa di uno spread medio più alto. Inoltre, così come viene stabilito un tasso massimo, spesso la banca fissa anche un tasso minimo al di sotto della quale la rata non potrà scendere. Spesso la clausola si riferisce al calcolo dell’Euribor, ovvero se il parametro fosse pari a zero o inferiore, il tasso applicato sarà pari allo spread contrattualmente previsto. Ma probabilmente è il (giusto) prezzo da pagare per avere una maggiore tranquillità sul tasso, senza dover scegliere un più costoso tasso fisso.

Un altro aspetto da tenere in considerazione è a quanto ammonta realmente il Cap. Per esempio, il contratto potrebbe stabilire che il Cap si riferisce al parametro di indicizzazione e potremmo leggere “Cap Euribor 2%”, il che sarebbe un ottimo tasso tassimo, ma questo non sarebbe il tasso finito. In questo caso, se l’Euribor dovesse andare sopra il 2%, l’indice di riferimento si fermerebbe al 2%, ma a questo tasso bisognerebbe aggiungere lo spread, che se fosse dell’1,50% porterebbe il nostro Cap al 3,50%. Attenzione a leggere con cura i fogli informativi della banca che ci propone il mutuo.

Un ultimo consiglio: prima di scegliere il mutuo con Cap è fondamentale confrontare questa tipologia con altre possibilità, analizzando se sia meglio optare per il tasso variabile se il Cap proposto avesse uno spread troppo alto, oppure direttamente il tasso fisso se il Cap fosse troppo alto.

Puoi chiedere una consulenza con un nostro esperto che saprà consigliarti nel modo migliore sulla tipologia di mutuo ideale per te.

Da leggere: Come scegliere il mutuo ideale

Condividi

CONTROLLO MUTUO