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Sempre più richieste di giudizio all’Arbitro bancario per le controversie tra banche e clienti

Sempre più richieste di giudizio all’Arbitro bancario per le controversie tra banche e clienti
dicembre 14
14:10 2016

L’Arbitro bancario finanziario è l’organismo preposto per risolvere le controversie tra clienti e banche senza la necessità di arrivare davanti ad un tribunale. La Banca d’Italia ha il compito di curarne l’organizzazione e il funzionamento.

Istituito nel 2009, l’Arbitro bancario viene sempre più utilizzato dai clienti che hanno bisogno di avere risposte sulle tematiche finanziarie e risolvere una controversia con una banca o un altro soggetto finanziario.

Nel 2015 sono stati presentati oltre 13 mila ricorsi contro le banche, con un incremento del 21% rispetto al 2014. Nel 2016 i numeri sono cresciuti di un ulteriore 50%. Le risposte, il più delle volte, danno ragione ai clienti che presentano una richiesta. Nel 2015, nel 68% dei casi, le domande sono state accolte o comunque la risoluzione individuata dall’Arbitro è stata soddisfacente per il consumatore.

Il costo da sostenere per avere un giudizio da parte dell’Arbitro bancario è di 20 euro. Un costo relativamente basso, considerando che spesso il cliente ottiene dei rimborsi ben più alti. Solo nel 2015, il totale dei clienti ha ottenuto 10 milioni di euro di rimborsi dalle banche e dagli altri soggetti finanziari. Un dato positivo è anche la percentuale delle banche che accetta il giudizio: il 99% delle decisioni sono state rispettate dagli istituti di credito che a quanto pare non vogliono portare avanti cause con i consumatori.

La risposta dell’Arbitro bancario deve pervenire entro 105 giorni dalla data di presentazione della controversia. Tali tempistiche dovrebbero essere ridotte a meno di 3 mesi entro il 2018, come auspica Bankitalia.

Ricordiamo che il sistema dell’arbitrato non richiede necessariamente l’assistenza di un avvocato.

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